Gyokuro, il thé fatal ovvero: Intervista all’autore di Tea per iPhone

Gyokuro, il thé fatal ovvero: Intervista all’autore di Tea per iPhone

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Una foglia di tè cade, per caso, nel pentonlino dell’acqua calda e produce un infuso meraviglioso… Questo è quanto ci raccontano le leggende cinesi. Nella vita, però, la preparazione della tazza perfetta è un po’ più complessa e richiede una certa conoscenza. Un esempio dall’esperienza personale: il Gyokuro. Anni fa lessi in un libro francese che per preparare questo pregiato tè verde bastano appena 50 secondi di infusione; mentre un’altra fonte, inglese, riportava indicazioni piuttosto differenti: addirittura 5 minuti di infusione! Incuriosita, andai ad approfondire l’argomento e scoprì che dietro una semplice tazza di tè si celano secoli di storia e tradizioni: le cerimonie e i riti di ogni paese, il metodo orientale e quello occidentale… Fu così che iniziò il mio viaggio nell’affascinante mondo del tè. L’incontro con Samuel Iglesias me l’ha ricordato. È curioso pensare che anche la sua scoperta è avvenuta grazie alle preziose foglie di Gyokuro. Un tè fatale? Può darsi… Buona lettura!

Samuel Iglesias, autore della app Tea per iPhone - intervista esclusiva per Tea Magazine di Francesca Natali

Samuel Iglesias, l’autore di Tea per iPhone

Come ti è venuta l’idea di creare la Tea App?

È stato puro caso. Ai tempi del college, quand’ero alle primissime armi nel mondo tè, acquistai online uno tra i più pregiati verdi giapponesi: il Gyokuro. Me ne feci una tazza, con acqua bollente ovviamente. L’assaggiai e il gusto fu… a dir poco pessimo. Curioso, andai a leggere qualche informazione a riguardo e scoprì che la preparazione del Gyokuro è un affare delicatissimo. L’acqua dev’essere quasi tiepida, diciamo 55 °C, mentre il tempo di infusione di circa 45 secondi. Questa conoscenza, però, si acquisisce provando, sperimentando e valutando. Pensai: farebbe proprio comodo avere un modo per tener tracce di tutte queste prove che stavo facendo in cerca dell’infusione perfetta del mio Gyokuro. E così è nata l’idea della Tea per iPhone.

Raccontaci un po’ del tuo background professionale.

Sono sempre stato attratto dalla tecnologia. Quando è uscito l’iPhone sentivo che il mio futuro era lì, anche se all’epoca non ero ancora un programmatore: studiavo l’inglese e l’economia. Dopo il college mi sono lanciato nello studio dello sviluppo iOS. Sono stato fortunato: ho avuto tra i miei insegnanti, oltre ad un ex-ingegnere della Apple, il Professor Dan Ariely, noto economista comportamentale. Nel suo laboratorio di ricerca abbiamo scritto diverse app davvero interessanti, pensate per aiutare la gente a migliorare le proprie scelte economiche o di salute. In quel laboratorio ho scritto anche Tea per iPhone.

Sviluppatore di app ed esperto di tè, un abbinamento piuttosto insolito, non trovi?

A dir la verità, negli ultimi anni la cultura geek ha preso tanto gusto per il tè. È un fenomeno dovuto a diversi fattori. Il primo è la curiosità: la “famiglia” del tè è molto più “numerosa” di quella del caffè. Puoi navigare dai tè neri verso i verdi, passare dall’indiano al giapponese, preparare l’infuso in maniera orientale, nella tazza zhong, oppure in stile occidentale… Insomma, tutti questi sapori, aromi ed esperienze diverse ti mettono la voglia di provare tutto! Il secondo fattore, invece, è l’effetto che il tè provoca: il picco di energia ricevuta dall’infuso di Camellia Sinensis è più tenue o se vuoi meno estremo, rispetto alla carica che ti dà una tazza di espresso. In più, il tè migliora la concentrazione e aiuta a mantenere la calma. Per uno che lavora nel settore tecnologico dove sono fondamentali la pianificazione e l’esecuzione disciplinata, è la bevanda perfetta.

Il tè fa sempre più parte della cultura geek. Foto credit Samuel Iglesias

Il tè migliora la concentrazione e aiuta a mantenere la calma. Bevanda perfetta per chi lavora nel settore tecnologico. Foto di Samuel Iglesias

Altri nomi dietro al progetto Tea for iPhone?

Il contributo maggiore l’ha apportato Thomas Smith, un appassionato ed incredibile esperto di tè: le note di infusione e gran parte delle informazioni contenute nell’Enciclopedia (versione 2.0) sono sue. Il designer Mac Tyler, oggi in Facebook, ha curato invece tutta la parte grafica. Poi, nella versione 2.0, un contributo al design l’ha dato anche un mio amico designer Edvard Sanchez.

L’app fornisce consigli e istruzioni per l’infusione perfetta di oltre 200 tipi di tè: sarà stato un bell’impegno… Raccontaci il making of.

Sì, lo è stato! Tuttavia gran parte del lavoro è stato condotto da Thomas Smith che, come ci si aspetta da un esperto, dispone di una conoscenza enorme della materia. Lui sì che è un vero geek del tè… Thomas ha fatto una serie di originali ricerche dalle quali poi sono nate le schede tecniche di ciascun tè. Oltre alle informazioni sull’origine e sulla provenienza, queste schede contengono note specifiche sulla lavorazione, spiegano come distinguere un tè di qualità, forniscono persino i soprannomi con i quali sono conosciuti. Finite le schede tecniche, il passo successivo era quello di trovare (dopo le innumerevoli prove) i tempi di infusione ottimali per ciascun tè.

Qual’era, invece, il tuo ruolo?

Io ho curato la parte fotografica. È andata pressapoco così: un giorno ho ricevuto un enorme pacco da Thomas, con dentro circa 170 tipi di tè; in un negozio fotografico ho preso una light box, ho noleggiato una lente macro e mi sono rinchiuso in casa per tre giorni. Ho provato tutti gli angoli possibili e sperimentato tutti i piatti immaginabili… All’inizio ero affascinato dal bambù, poi ho rinunciato: troppo pesante per i tè come Houjicha o Darjeeling. Ho scelto un bel cucchiaio di porcellana, ed era perfetto: lasciava parlare il tè.

Un frammento del making of di Tea per iPhone. Foto di Samuel Iglesias

Un frammento del making of di Tea per iPhone. Foto di Samuel Iglesias

Tutte le recensioni che ho letto sulla Tea App sono positive, anzi entusiaste. Oltre alla gente “comune”, hai avuto riscontri da parte dei sommelier o altre autorità del mondo tè?

(Ride). Il tè è così puro che non deve essere contaminato con la tecnologia, figuriamoci con una App! Questo è un pensiero che accomuna molti esperti. Non ammettono distrazioni: il tè va bevuto (vissuto) nell’hic et nunc. Al che io rispondo: ok, ma la mia app è uno strumento che aiuta i meno esperti a preparare una tazza migliore. Tutto qui. Magari in futuro diventeranno maestri del tè e decideranno di fare a meno dell’app. Va benissimo. Sarà stato un gradino verso la perfezione.

Toglimi una curiosità: perché hai scelto proprio il tè, non un altro prodotto “degustabile” come ad esempio il vino?

Per un semplice motivo: amo il tè e non conosco bene il mondo del vino e dei liquori. Di recente però mi sto cimentando nel settore del caffè gourmet. Ho già ricevuto diverse richieste di app per caffè… Chissà?

Il tuo tè preferito?

Gyokuro, of course! Se trovi il modo per prepararlo correttamente, è davvero appagante. Pochi tè possono vantarsi di avere quel particolarissimo sapore, umami. Oltre al Gyokuro, amo il Da Hong Pao e il Tie Kuan Yin.

L’ultima curiosità: come vedi il mondo del tè prima e dopo la Tea App?

In questi mesi riceviamo tantissime belle parole dalle persone che acquistano l’App. Ci scaldano il cuore e, alla fin fine, è quello che conta. Mi piace pensare che abbiamo fatto del nostro meglio per rendere il mondo del tè un po’ più accogliente, migliore.

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Post scriptum. Come ti posso definire? Un tea sommelier digitale? Un technophile tea lover?

Technophile tea lover. Mi piace.