La storia del tè - The Tea Stylist's Mug - Francesca Natali

La storia del tè

Il tè ha attraversato epoche diverse, ha parlato a culture e popoli lontani, ha sedotto uomini potenti, ha infervorato sogni e soprattutto è stato motivo di incontro, di scoperta e di viaggio. La pianta del tè ha origine sulle montagne del sud-est della Cina e la sua diffusione in tutto il mondo è avvenuta sia via mare in direzione di Giappone, Corea, Portogallo e America sia via terra passando per la trafficata via della seta e per quella dei cavalli. In tutti questi anni di storia, le delicate foglie di tè hanno cambiato i destini del mondo. La guerra dell’Oppio inglese e quella d’Indipendenza americana sono proprio scaturite da problematiche commerciali relative alla vendita del tè e al suo prezzo elevatissimo.


Alle origini del tè: pianta medicinale e curativa

Molti popoli desiderano attribuire al loro paese la scoperta del tè. Una tra le leggende più interessanti risale al 2.737 a.C. e racconta come la scoperta del tè sia stata opera di un imperatore cinese chiamato Shen Nung, il “padre della moderna agricoltura”. Vissuto a sud del Fiume Giallo, l’Imperatore era spesso in viaggio per visitare i suoi sudditi, per studiare le specie botaniche o per cacciare le fiere. Di tanto in tanto era solito ristorarsi all’ombra di una pianta con acqua di fonte, quando un giorno alcune foglie, staccatesi dall’albero sotto cui l’imperatore riposava, caddero nel recipiente dell’acqua messa a scaldare sul fuoco. Shen Nung assaggiò l’infuso così ottenuto e lo trovò non solo delizioso, ma anche particolarmente appagante e rigenerante. Da quel giorno l’imperatore non volle dissetarsi con altra bevanda, solo lei infatti sapeva così magicamente risvegliare il corpo e lo spirito affaticato.

Questo racconto, per quanto fantastico, sottolinea come in origine il decotto di queste foglie venisse utilizzato proprio come elisir di lunga vita. Progressivamente questa bevanda si diffuse in tutta la Cina, raggiungendo la provincia dell’Anhui e la valle dello Yangzi. E’ dunque a questo particolare paese che dobbiamo guardare per imparare a conoscere l’antica bevanda del tè, ed è da qui che dobbiamo partire per il nostro lungo viaggio alla sua scoperta.

Le tre dinastie cinesi e lo sviluppo del tè

In Cina si distinguono tre importanti periodi (le epoche Tang, Song e Ming) in cui il tè si è evoluto, riflettendo le dinastie e la società del tempo. Nei secoli il modo di preparare e bere il tè è mutato considerevolmente: da zuppa energetica a rinfrescante infuso cristallino sino a diventare un mezzo per raggiungere la pace interiore e l’equilibrio psico-fisico.

Durante l’epoca Tang (618-960) dalla Cina il tè si diffuse nel mondo e fu in questo periodo che il suo uso venne introdotto anche in Tibet e in Mongolia. In quest’epoca il tè veniva compresso in forme ben definite, decorate da iscrizioni e simboli, diventando così una pregevole moneta di scambio il cui disegno rappresentava il paese di provenienza e, dunque, il suo valore. Così compresso veniva poi sbriciolato nell’acqua bollente e lasciato cuocere parecchi minuti insieme a scorze d’arancia candita, zenzero, sale e cipolle.

Durante l’epoca Song (960-1279) il tè mutò di aspetto e fu allora che i monaci giapponesi, di ritorno dal loro viaggio studio in Cina, portarono in patria la tradizione di bere il tè in polvere sbattuto con il tipico frustino di bambù all’interno di una grande tazza svasata. Molti dei rituali della cerimonia del Cha No Yu, eseguita ancora oggi in Giappone, nascono proprio in questo elegante periodo: il tè divenne un dono prezioso che sottolineava i rituali importanti della vita e, se nel periodo Tang solo i letterati e i monaci bevevano il tè apprezzandone i caratteri di finezza e gestualità, nel periodo Song nei palazzi imperiali si organizzavano sontuosi banchetti con cerimonie dove il solo fatto di sorseggiare tè rendeva gli ospiti eleganti e raffinati. In questi anni bere il tè era d’aiuto anche per dimenticare i problemi della vita quotidiana e le difficoltà di un momento storico piuttosto complesso per l’arrivo, dal nord, dei barbari.

Durante la dinastia Ming (1386-1644) il tè, come lo intendiamo anche noi oggi, divenne una bevanda in cui le foglie infuse, una volta ammorbidite, venivano tolte per lasciare spazio alla degustazione del “liquore” ottenuto. Un’epoca in cui tutte le classi sociali si aprirono a questa affascinante ritualità.