Cosa c'è di nuovo nella Tea Mixology?

Cosa c’è di nuovo nella Tea Mixology?

Cocktails & Tea. La novità è nella tecnica di abbinamento di questi due liquori.

Se il tè ha sempre avuto un ruolo importante nella preparazione di punch e cocktail, tanto da poter far risalire la sua comparsa nella Mixology mondiale (termine coniato negli anni precedenti al proibizionismo) nel lontano XVII° secolo, solo da pochi anni si sta riscoprendo il valore di questo ingrediente grazie a nuove tecniche. Jerry Thomas (la Jerry Thomas’ Bartenders Guide esce nel 1862) sosteneva che utilizzare il tè, invece dell’acqua, per realizzare i punch, era un’idea fantastica per aggiungere complessità. L’acuta, amara e astringente nota che poteva regalare una foglia di Camelia sinensis, era un valore pressoché unico che nessuna altra erba può dare in termini di profondità. In accordo con la sua tesi, nel 2007 con il Purple Rose Tea Cocktail vinsi il terzo posto alla Cocktail Competition organizzata da BarGiornale.

I cocktail al tè di oggi, detti anche Tea-Tail (abbreviazione di Tea based Cocktails) si sono evoluti in mille versioni. E’ di moda mettere in infusione il tè direttamente nell’alcool o nello sciroppo di zucchero, parte cruciale dell’arsenale di un bartender, ma per farlo è necessario conoscere molto bene cosa ti può regalare l’infusione di una foglia. Solo un esperto sommelier può affrontare questa avventura perché una rara foglia di tè, per dare il massimo, deve potersi aprire con facilità. E’ dunque necessario un delicato equilibrio tra tempi di infusione, tipologia di tè e veicolo scelto (acqua, alcool, zucchero… etc) e moltissime prove per trovare gli abbinamenti che apportano vivacità. Anna Archibald su Supercall.com ha proposto alcuni abbinamenti interessanti a tema Hot Toddy. Ecco le sue 6 scelte.

Tea Mixology ? Cosa c’è di nuovo!

Dopo 11 anni inizia una nuova avventura. L’esperienza è quella di sorseggiare un prezioso liquore nato dall’infusione di delicate foglie di origine orientale in acqua calda, insieme ad un Cocktail dai sapori marcati, miscelato dal creativo Team dei Barman del Liquors di Monza

Al Liquors ci si siede al bancone. Una idea innovativa e del tutto fuori dal comune immaginario quella di avere il bartender che si sposta sul bancone in base alla posizione del cliente. Uno sfizio che permette di seguire la realizzazione del cocktail, che diventa a tutti gli effetti un tailor-made, che coccola il cliente dall’inizio alla fine permettendo di interagire spiegando quello che sta succedendo all’interno del bicchiere che poi diventerà lo scrigno di una esperienza sensoriale nella sua massima espressione del termine.

Solo con queste premesse era possibile offrire l’esperienza pensata.

Il calore del liquore, cosi si chiama l’infuso nato da una foglia di tè mono origine, sorseggiato prima (o dopo) gli speciali Cocktails preparati al Liquors, ha il valore di esaltare al palato la singolarità degli ingredienti unendoli in un’armonia e completezza fuori dal comune. Il valore di far letteralmente “esplodere” in bocca gli aromi più segreti che il freddo per sua natura, nasconde.

Il locale nasce nell’estate del 2015 da una idea di Gabriele Viola Boros e Massimo Peronetti e la loro idea vincente, quella di spostare la “box station” di fronte al cliente, è il solo modo per poter realizzare questo progetto di pairing tra tè e cocktail. Gli abbinamenti sono stati selezionati con cura tra i tè più amati dai palati italiani maschili. Tè che sapranno incantare con i loro aromi di spezie, fumi, legni pregiati, frutta secca e malto.

Nicolò e Mary hanno il potere di incantare i loro ospiti muovendosi con eleganza tra la preparazione del Cocktail e quella del Tè senza dimenticare nessun prezioso passaggio. Hanno interiorizzato il percorso, lo raccontano con abilità e riescono a fermare il tempo nell’istante in cui versano il liquore (tè o cocktail che sia) con agile maestria. I due liquori sono serviti in bicchieri a doppia camera, secondo la tradizione europea.  L’esperienza sensoriale, quindi l’osservare, annusare e toccare le foglie umide di tè, che fa parte della preparazione del Gong fu cha a me molto casa, è stata qui fortemente voluta e realizzata, grazie alle studiate scelte di Stefania Aliprandi che ha saputo reperire i materiali e gli accessori più adatti allo stile del locale e alle mie necessità.

Non finirò mai di ringraziare per la fortuna che ho di incontrare cliente illuminati, geniali, appassionati e professionisti.

Se passate al Liquors, scrivetemi e raccontatemi se anche per voi questo percorso sensoriale è affascinante quanto lo è stato per noi e per i primi ospiti ieri che hanno vissuto l’esperienza.

XOXO,

Francesca